Prestiti inpdap pluriennali per dipendenti Poste

Anche i dipendenti delle Poste con contratto a tempo indeterminato possono richiedere i prestiti pluriennali erogati dall’Inpdap. Il prestito pluriennale può avere una durata quinquennale o decennale e la rata di restituzione non può essere superiore al quinto dello stipendio netto.

Chi può richiederlo

Possono richiedere il prestito pluriennale tutti i dipendenti di Poste S.p.a. e delle società collegate che abbiano bisogno di liquidità per una delle motivazioni elencate nel regolamento.

Tassi, modalità e rinnovo

I prestiti inpdap dedicati ai dipendenti delle poste possono essere rimborsati con rate mensili costanti al tasso del 3,50%, trattenute direttamente in busta paga. Il rinnovo può essere effettuato una volta decorsi almeno due anni per i prestiti quinquennali ed una volta rimborsato almeno le rate dei primi quattro anni per i prestiti decennali.

Il prestito pluriennale viene concesso nei limiti della quota cedibile, un quinto dello stipendio, fino ad un massimo di mille euro mensili.

Nel caso si voglia procedere all’estinzione anticipata, è possibile farlo dopo 4 anni nel caso del prestito decennale e dopo 2 anni nel caso del prestito quinquennale. La somma da restituire viene calcolata al netto degli interessi e della percentuale del fondo di garanzia sulle rate da versare.

Si può richiedere anche la concessione di un piccolo prestito nel corso del rimborso del prestito pluriennale, ma l’importo del piccolo prestito postale viene ridotto come segue:

  • piccolo prestito di importo pari a 1 mensilità con  restituzione in 12 mesi
  • piccolo prestito di importo pari a 2 mensilità con  restituzione in 24 mesi
  • piccolo prestito di importo pari a 3 mensilità  con restituzione in 36 mesi
  • piccolo prestito di importo pari a 4 mensilità con  restituzione in 48 mesi.

Come fare domanda

Al modulo di domanda, che si può reperire sul sito dell’Inpdap e che deve essere inviato per posta, va allegata la seguente documentazione:

  • certificato stipendiale rilasciato da Poste Italiane o dalle società collegate al Gruppo Poste Italiane per il tramite del Punto Amministrativo competente
  • copia ultima busta paga
  • copia documento di identità valido
  • dichiarazione di copia conforme agli originali
  • autocertificazione stato di famiglia
  • certificato di buona salute rilasciato su carta intestata dal medico di base
  • la documentazione richiesta dal regolamento per ogni motivazione/evento previsto

Cessazione dal servizio

Nel caso il dipendente vada in pensione, durante il rimborso come da piano di ammortamento, le rate vengono detratte dalla pensione. Nel caso il dipendente non abbia maturato i diritti alla pensione, il debito residuo viene detratto dal trattamento di fine rapporto (Tfr) o sull’indennità di buona uscita.